ADOLESCENTI CHE MANGIANO TROPPO

 La fame è un bisogno fisiologico, … in molti casi è condizionato da orari e luoghi, anche al di fuori del bisogno organico. Il sentimento della fame invece rappresenta l’aspetto soggettivo di questo bisogno. Così viene definita la fame nel dizionario di psicologia, ed infatti il bisogno di mangiare non corrisponde quasi mai solo come risposta ad un bisogno fisiologico ma è fortemente correlato anche ad un bisogno psicologico. Perché alcuni adolescenti mangiano troppo? Sentiamo ripetere frasi del genere: “Ho una fame da lupi”, “ho una fame da morire”, “sono goloso”, e mangiucchiano in continuazione d’avanti la tv, al pc,  in realtà il cibo rappresenta il modo più facile e sempre accessibile per sentirsi più tranquilli, il cibo ha un grande potere consolatorio e di sostegno. Si mangia troppo quando non ci si sente padroni della propria vita, delle proprie emozioni, dei propri comportamenti, quando si ha un’idea di sé vulnerabile, ci si sente insicuri, tristi, vuoti, il cibo come anestetizzante, ma rende passivi e apatici, un falso rifugio che solo temporaneamente attenua il proprio disagio personale e sociale, perché subito arrivano i sensi di colpa, sentimenti di fallimento, e allora passano all’azione, ma in modo distorto, a volte con atteggiamenti aggressivi, isolandosi,  si rendono attivi solo per difendersi da se stessi e dal mondo circostante e il circuito si riattiva. L’adolescente vive un periodo faticoso, deve riposizionarsi nel passaggio dell’infanzia, che si chiude definitivamente, all’età della maturità, una fase di sviluppo delicata e radicale anche nel fisico, che cambia velocemente.  Quest’età è particolarmente soggetta dai ragazzi stessi, ad una critica razionale che fanno su di se e sugli altri spesso in modo troppo rigido, e da cui spesso ne restano, essi stessi schiacciati, percependo e vivendo situazioni e comportamenti in modo estremizzato.  Aiutarli, non risulta mai semplice, significa restargli accanto, quasi da spettatori, senza invadere i loro spazi, proteggerli non in modo intrusivo, significa non andare contro le loro chiusure e rigidità, significa rivedere il nostro modo di comunicare e proporsi come interlocutori capaci di comprendere, significa rinunciare agli interrogatori, significa avere chiare le emozioni che ci accompagnano e che attraversano i ragazzi, significa essere consapevoli che il loro è un percorso verso l’indipendenza, è una conquista nella loro crescita , e non una sfida ed una guerra affettiva nei confronti dei genitori.

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