OFFUSCARSI NEL CIBO

 Conosciamo tutte le regole del saper vivere bene, conosciamo razionalmente le regole per un corretto e sano stile di vita, ma siamo sempre in lotta con il cibo e con il corpo, nelle varie forme della sua privazione, delle sue abbuffate  e del suo controllo, e siamo sempre alla ricerca di diete miracolose, prodotti e pillole magiche, operazioni devastanti che possano regalare felicità o incastrati in pensieri rigidi e controllati verso una monotonia alimentare che spegne piacere e creatività.
Forse il bisogno è, di avere un nutrimento diverso?
Deleghiamo al cibo funzioni che non ha e che non può ottemperare se non in un tempo troppo esiguo, trasformando inconsapevolmente il nostro corpo in una prigione che ci fa volare basso. Vi lascio con una poesia di Margherita Guidacci dal titolo Prigione.

Le sbarre d’ombra sono le vere sbarre,
non saranno divelte
tu, confini con l’aria,
tocchi gli alberi,
cogli i fiori,
sei libera,
e sei tu stessa la tua prigione che cammina
“Prigione”

                     

ADOLESCENTI CHE MANGIANO TROPPO

 La fame è un bisogno fisiologico, … in molti casi è condizionato da orari e luoghi, anche al di fuori del bisogno organico. Il sentimento della fame invece rappresenta l’aspetto soggettivo di questo bisogno. Così viene definita la fame nel dizionario di psicologia, ed infatti il bisogno di mangiare non corrisponde quasi mai solo come risposta ad un bisogno fisiologico ma è fortemente correlato anche ad un bisogno psicologico. Perché alcuni adolescenti mangiano troppo? Sentiamo ripetere frasi del genere: “Ho una fame da lupi”, “ho una fame da morire”, “sono goloso”, e mangiucchiano in continuazione d’avanti la tv, al pc,  in realtà il cibo rappresenta il modo più facile e sempre accessibile per sentirsi più tranquilli, il cibo ha un grande potere consolatorio e di sostegno. Continua a leggere

ADOLESCENTI CHE MANGIANO POCO

 Gli adolescenti che mangiano poco, sono per lo più ragazzi che mostrano apparentemente una grande forza, e un carattere ostinato, se ci addentriamo un po’ di più, scopriremo che spesso sono ragazzi che operano un grande e ossessivo controllo su tutta la loro vita,  dalle persone al cibo, stabiliscono regole precise e routine da seguire scrupolosamente, risultano bravi a scuola, alternano espressioni di affetto ad atteggiamenti di rifiuto, una barriera in realtà, che tiene lontano le loro emozioni, i cambiamenti a cui non sono pronti e che li spaventano. Cercano di controllare il corpo, non ne accettano il suo sviluppo ed il “crescere”, non essere più bambini, sono ragazzi che per troppo tempo hanno cercato di soddisfare le aspettative degli altri, e sono stati attenti alle esigenze degli altri, mostrando passività per lo sviluppo del proprio mondo personale verso lo sviluppo di una propria  autonomia, arrivando così, disarmati ai grandi passaggi evolutivi. Aiutarli significa mettersi in una posizione di ascolto autentico, significa non imporre il proprio pensiero, le proprie idee, le proprie esigenze, significa non volere controllare e scegliere per loro, significa rispetto per quello che pensano, significa non ridurre e non cercare soluzioni in termini logici-razionali, significa distaccarsi da loro, lasciargli compiere il loro cammino, significa dichiarare i propri errori ma anche dare  la nostra presenza costante ed il nostro amore INCONDIZIONATO.

PASQUA DI RINASCITA

In questi giorni si festeggia la S. Pasqua, festa in cui affondano le radici della cristianità, e le radici del nostro essere più intimo, della nostra forza interiore, la forza della vita sulla morte, quell’energia presente in tutti noi, che rappresenta rinnovamento, cambiamento, rinascita. Una forza che spesso dimentichiamo di avere, risucchiata da un sistema generatore di stress, per uno sguardo quasi sempre rivolto verso l’esterno, verso automatismi che irrigidiscono movimenti, pensieri e uccidono sogni, creatività, futuro. Quella forza c’è, sempre, anche quando il buio più profondo sembra inghiottirci immobilizzandoci in un senso di impotenza, è solo sopita. Dopo il freddo paralizzante dell’inverno, la primavera arriva sempre.
La Pasqua celebra rinnovamento, nascita, speranza.
In questo momento storico disorientante e delicato,  i miei Auguri di una S. Pasqua di Rinascita in un Ritrovarsi con se stessi e con gli altri. Sonia.

LA PASQUA E I SUOI SIMBOLI

Il termine Pasqua deriva dalla parola latina pascha e dall’ebraico Pesah, che significa “passaggio”. Nei primissimi tempi del cristianesimo la Resurrezione di Cristo era ricordata ogni domenica, successivamente, però, la Chiesa cristiana decise di celebrare questo evento solo una volta all’anno. A questa decisione diverse correnti religiose si scontrarono nello stabilire il momento della celebrazione. Nacquero così, nel mondo cristiano, gravi controversie, che  ebbero termine con il concilio di Nicea dei 325 d.C., che affidò alla Chiesa di Alessandria d’Egitto il compito di decidere ogni anno la data, e venne deciso che la Pasqua doveva cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera. Oggi la data si calcola scientificamente, sulla base dell’equinozio di primavera e della luna piena la data della Pasqua ortodossa non coincide con quella cattolica, perché la Chiesa ortodossa utilizza per il calcolo il calendario giuliano, anziché quello gregoriano. Pertanto, la Pasqua ortodossa cade circa una settimana dopo quella cattolica. La Pasqua più antica è quella ebraica, con la quale si celebra la liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto e viene festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. La Pasqua cristiana celebra, invece, la Resurrezione di Cristo e viene festeggiata la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile.
Nelle celebrazioni liturgiche della Pasqua, gli elementi simbolo sono le ceneri, del primo giorno di quaresima, il fuoco, il cero, l’acqua.
- Le ceneri indicano la transitorietà della vita terrestre
- Il fuoco rappresenta la forza della luce sulle tenebre, la vita sulla morte
- Il cero rappresenta la luce di Dio
- L’acqua, la purificazione, l’elemento del battesimo, il passaggio dalla morte alla vita.

L’uovo di Pasqua: Simbolo della vita che nasce.
Presso i greci, i cinesi e i persiani, l’uovo era anche il dono che veniva scambiato in occasione delle feste primaverili, quale simbolo della fertilità e dell’eterno ritorno della vita. Gli antichi romani usavano seppellire un uovo dipinto di rosso nei loro campi, per propiziarsi un buon raccolto. Con l’avvento del Cristianesimo, molti riti pagani vengono recepiti dalla nuova religione. La Pasqua, si festeggia proprio nel periodo in cui si compie il passaggio dalla stagione del riposo dei campi a quella della nuova semina e quindi della nuova vita per la natura.Anche in occasione della Pasqua cristiana, dunque, è presente l’uovo, quale dono augurale, che ancora una volta è simbolo di rinascita, ma questa volta non della natura bensì dell’uomo stesso, della resurrezione di Cristo: il guscio è la tomba dalla quale Cristo uscì vivo.

Fonti
http://www.girlpower.it/tempolibero_relax/viaggi/pasqua_tradizioni_in_europa.php
http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/pasquasimboli/simbolipasquali.htm