AMICIZIA E LEGALITA’ VANNO A CANESTRO

Amicizia e Legalità…

…proprio un bel binomio, e all’interno di un contesto sportivo il “matrimonio” è più che riuscito. Giorno 14 maggio, presso il PalaDonBosco di Palermo, la ASD Stella Basket, (di cui sono fieramente supporter), organizzerà la 4° edizione del torneo dell’amicizia e legalità, patrocinata dal Comune di Palermo, in collaborazione con il Coni Sicilia, dalla FIP, e supportata da Confindustria Palermo.

Lo sport, così come il gioco utilizza un linguaggio universale, e permette a tutti di stare insieme con regole universali; lo sport non significa solo acquisire competenze fisiche, motorie, ma è anche crescita sociale, significa imparare a stare in gruppo, a stare con gli altri, a confrontarci con l’altro in modo sano, a condividere valori quali la lealtà, il rispetto delle regole, l’impegno, la condivisione, il divertimento, dove l’unico onore possibile è: vincere in modo corretto, e perdere accettando la sconfitta sapendo di aver fatto del nostro meglio, vivendola come spinta al miglioramento.

Gli eventi sportivi sensibilizzano in questo senso, e lo sa bene il Presidente della Stella Basket Giacomo Lo Giudice ed il suo Staff, la loro, una grande passione a servizio di tutti.

 

CONOSCERE IL DISAGIO DEI BAMBINI…

Mamma ho “mal di pancia”…un bambino difficilmente esprime un suo disagio apertamente, attraverso la comunicazione verbale, spesso lo manifesta attraverso dei sintomi fisici: come il mal di pancia, il mal di testa, o attraverso il comportamento: eccessi di aggressività, difficoltà del sonno, nel rapporto con il cibo, nell’apprendimento; è importante cogliere questi segnali, la psiche del bambino è complessa e bisogna rispettarla, prestando loro un totale ascolto e attenzione, oggi la nostra attenzione è sempre più rivolta contemporaneamente a più cose, e non ci permette così di essere pienamente e totalmente con i nostri piccoli, e ciò ci fa perdere informazioni importanti. Tutti i bambini hanno delle potenzialità evolutive, cioè capacità che si possono acquisire in base, certo, ai fattori genetici e ambientali di ognuno, e quindi anche diverse per ognuno di loro, scopriamo insieme a loro la loro unicità, quello che il bambino è e fa. Ogni bambino ha dei bisogni psicologici, mettiamoci in pieno ascolto e osserviamoli, per una presenza di qualità che spesso fa la differenza.

LO FACCIO DOPO…QUANDO PROCRASTINIAMO

Anno nuovo vita nuova, dopo l’estate mi scrivo in palestra, lunedi dieta, lo faccio domani, devo prenotare quella visita medica, facciamo più tardi, non c’è fretta, oggi non riesco… suonano famigliari queste frasi? Quante volte e quante cose rimandiamo? C’è chi rimanda solo occasionalmente, ma c’è chi lo fa sistematicamente, in questo caso si parla di procrastinazione. Procrastiniamo, cioè ritardiamo volontariamente un’azione o un compito che dobbiamo iniziare o terminare, anche  se questo comporta evidenti e consapevoli conseguenze negative spesso rispetto situazioni o problemi che potrebbero diventare sempre più difficile da  gestire nel tempo.  La procrastinazione è associata ad emozioni negative,  a cui facciamo fronte con improbabili ma per noi credibili autogiustificazioni. E vale per tutte le aree della nostra vita: relazionale, affettiva, professionale, della salute. Quali le motivazioni? Le motivazioni possono essere diverse per ognuno di noi, per paura di fallire, per paura di disturbare qualcuno, per un bisogno di perfezionismo, per noia, per opposizione. In tutti i casi , si tratta di una forma di evitamento che ci permette di non entrare in contatto con parti di noi che sentiamo minacciose.  Diventa allora fondamentale ,riuscire a riconoscere il nostro autoinganno,  le reali motivazioni e le emozioni che ci impediscono di passare all’azione, e che ci stagnano in un letargo che lentamente ci allontana dalle nostre potenzialità e da noi stessi.

Convegno: Aspetti multiformi di una società in rapido cambiamento

Giorno 21 GIUGNO 2014, un mio intevento al Salone delle Bandiere, Palazzo Zanca di Messina,  dalle ore 9.00 alle ore 13.30 al convegno …

ASPETTI MULTIFORMI DI UNA SOCIETA’ IN RAPIDO CAMBIAMENTO, organizzato dal centro di Ricerca e Formazione Monoriti, centro Studi sulla Complessità Sociale C.I.S.Co.S., col patrocinio del comune di Messina e aperto a tutti.

Interventi:ore 10.00 La Dignità Umana nell’area Euro-Mediterranea. Diritto Psicologia e Religione al servizio della Persona.Prof. Angelo Viglianisi Ferraro, Facoltà di Giurisprudenza, Univ. Mediterranea, Reggio Cal.

ore 10.35 Tra vecchie e nuove povertà: verso un nuovo umanesimo. Padre Gaetano Tripodo, Direttore Caritas Diocesana di Messina.

ore 11.30 Riposizionamento Familiare e sindrome da iperconnettivitàDott. Domenico Raschellà, Medico Psicoterapeuta, IACP Messina.

ore 12.05 “Lo sguardo in basso… sullo schermo!”  L’assenza dei presenti, tra mondo virtuale e reale. Dott.ssa Sonia Famà, Psicologa Psicoterapeuta.

Il convegno si propone come momento di riflessione e sensibilizzazione verso il cambiamento antropologico che stiamo vivendo ed i suoi effetti di cui spesso non siamo consapevoli

SINDROME DA DIGIUNO

Il nostro corpo è la manifestazione di una identità psicobiologia, costituita dall’unione di mente e corpo, entità strettamente interconnesse tra loro, il rapporto mente corpo è un rapporto molto complesso, un legame molto forte, tanto che ciò che succede nella mente si riflette nel corpo, e viceversa, ne sono un esempio le somatizzazioni (sintomi fisici e dolori apparentemente inspiegabili), le contrazioni muscolari, o ancora una condizione di malnutrizione può esprimersi con anomali comportamenti e alterazioni psicologiche. Questo concetto è ben evidenziato dalla ricerca del prof. Ancel KeYs, il Minnesota Study, che sottolinea la forte correlazione tra stato nutrizionale e psiche,  e nello specifico come la restrizione alimentare (diete), chiamata “sindrome da digiuno”, provochi importanti modificazioni psico-biologiche.

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Seminario Coni

In collaborazione con il Coni Palermo, presso la Corte dei Conti di Palermo, giorno 23 maggio 2012 si terrà all’interno dei seminari di educazione alimentare e posturale nell’ambiente di lavoro il mio intervento:

Interazione tra postura e disturbi del comportamento alimentare. Dallo schema corporeo all’immagine corporea. Il modello psicosomatico: dal carattere alla struttura posturale. Disturbi del comportamento alimentare.

 

 

OFFUSCARSI NEL CIBO

 Conosciamo tutte le regole del saper vivere bene, conosciamo razionalmente le regole per un corretto e sano stile di vita, ma siamo sempre in lotta con il cibo e con il corpo, nelle varie forme della sua privazione, delle sue abbuffate  e del suo controllo, e siamo sempre alla ricerca di diete miracolose, prodotti e pillole magiche, operazioni devastanti che possano regalare felicità o incastrati in pensieri rigidi e controllati verso una monotonia alimentare che spegne piacere e creatività.
Forse il bisogno è, di avere un nutrimento diverso?
Deleghiamo al cibo funzioni che non ha e che non può ottemperare se non in un tempo troppo esiguo, trasformando inconsapevolmente il nostro corpo in una prigione che ci fa volare basso. Vi lascio con una poesia di Margherita Guidacci dal titolo Prigione.

Le sbarre d’ombra sono le vere sbarre,
non saranno divelte
tu, confini con l’aria,
tocchi gli alberi,
cogli i fiori,
sei libera,
e sei tu stessa la tua prigione che cammina
“Prigione”

                     

ADOLESCENTI CHE MANGIANO TROPPO

 La fame è un bisogno fisiologico, … in molti casi è condizionato da orari e luoghi, anche al di fuori del bisogno organico. Il sentimento della fame invece rappresenta l’aspetto soggettivo di questo bisogno. Così viene definita la fame nel dizionario di psicologia, ed infatti il bisogno di mangiare non corrisponde quasi mai solo come risposta ad un bisogno fisiologico ma è fortemente correlato anche ad un bisogno psicologico. Perché alcuni adolescenti mangiano troppo? Sentiamo ripetere frasi del genere: “Ho una fame da lupi”, “ho una fame da morire”, “sono goloso”, e mangiucchiano in continuazione d’avanti la tv, al pc,  in realtà il cibo rappresenta il modo più facile e sempre accessibile per sentirsi più tranquilli, il cibo ha un grande potere consolatorio e di sostegno. Continua a leggere

ADOLESCENTI CHE MANGIANO POCO

 Gli adolescenti che mangiano poco, sono per lo più ragazzi che mostrano apparentemente una grande forza, e un carattere ostinato, se ci addentriamo un po’ di più, scopriremo che spesso sono ragazzi che operano un grande e ossessivo controllo su tutta la loro vita,  dalle persone al cibo, stabiliscono regole precise e routine da seguire scrupolosamente, risultano bravi a scuola, alternano espressioni di affetto ad atteggiamenti di rifiuto, una barriera in realtà, che tiene lontano le loro emozioni, i cambiamenti a cui non sono pronti e che li spaventano. Cercano di controllare il corpo, non ne accettano il suo sviluppo ed il “crescere”, non essere più bambini, sono ragazzi che per troppo tempo hanno cercato di soddisfare le aspettative degli altri, e sono stati attenti alle esigenze degli altri, mostrando passività per lo sviluppo del proprio mondo personale verso lo sviluppo di una propria  autonomia, arrivando così, disarmati ai grandi passaggi evolutivi. Aiutarli significa mettersi in una posizione di ascolto autentico, significa non imporre il proprio pensiero, le proprie idee, le proprie esigenze, significa non volere controllare e scegliere per loro, significa rispetto per quello che pensano, significa non ridurre e non cercare soluzioni in termini logici-razionali, significa distaccarsi da loro, lasciargli compiere il loro cammino, significa dichiarare i propri errori ma anche dare  la nostra presenza costante ed il nostro amore INCONDIZIONATO.